Grammatiche lessico-funzionali

25 05 2010

Le Grammatiche lessico-funzionali (LFG) costituiscono il risultato evolutivo, o meglio uno dei prodotti evolutivi, della grammatica trasformazionale di Chomsky. Si parte dal concetto, ancora abbastanza condiviso, dell’enorme varianza che possiedono le lingue riguardo all’organizzazione della frase e riguardo all’ordine ed ai significati attraverso i quali si realizzano le funzioni grammaticali. L’ordine delle parole può essere più o meno libero. Varia, invece, in maniera insensibile, la più astratta organizzazione funzionale delle lingue. Le lingue, anche quelle funzionalmente più divergenti, però, esibiscono: soggetto, oggetto e proprietà modificative. Chomsky, nel 1955,  propose la classificazione di stringhe di parole in frasi attraverso il cosiddetto albero di struttura (phrase-structure tree) . Tale albero cattura l’intuizione dell’organizzazione gerarchica delle proposizioni in frasi , donde discende che le frasi sono ordinate in maniera lineare.  La grammatica lessico-funzionale,  ideata da Joan Wanda Bresnan e da Ronald Kaplan, rifuta il doppio livello di rappresentazione sintattica chomskyano: superficiale e profondo. Essa ripudia anche l’idea che si passi dalla d-structure alla s-structure (in fase di produzione degli enunciati, o dalla s-structure alla d-structure in fase di interpretazione) per mezzo di trasformazioni, cioè di movimenti di costituenti. A livello di analisi dei costituenti vi è un solo schema di rappresentazione, detto c-structure (constituent structure) corrispondente all’albero sintattico della struttura superficiale  chomskyana. Alla base della LFG sta, in buona sostanza, la dissociazione tra la struttura sintattica  e la struttura degli argomenti del predicato e quest’ultima è codificata a livello di lessico. In definitiva, la LFG si basa sulla codifica delle regole di impiego della “langue” nella base di dati lessicale e della codifica della struttura formale della “parole” nell’analisi dei costituenti. La LFG ed, in particolare, una delle sue derivate la Functional Unification Grammar, sono tra i modelli che trovano particolare consenso in linguistica computazionale. Infatti è possibile dedurre, attraverso appositi algoritmi e regole di inferenza, la struttura sintattico-semantica della frase a partire dalla base di dati lessicale.