La lingua cinese è importante…anche per gli americani

25 01 2011

Il dilemma del Secondo Millennio è un concetto che si esprimerà sempre più in cinese. L’importanza strategico-linguistica della nuova realtà mondiale non è sfuggita ai governanti degli USA. Nel novembre del 2009 il Presidente Barack Obama annunciò la “100,000 Strong initiative”, uno sforzo di portata nazionale tendente a ridurre il divario economico e culturale, oltre che linguistico, tra USA e Cina. Tale iniziativa è poi stata ufficialmente lanciata nel maggio 2010 dal Segretario di Stato Hilary Clinton a Pechino  ottenendo il plauso del governo cinese che, come contropartita, ha promesso 10.000 “Bridge Scholarships” per gli studenti americani che si recheranno a studiare in Cina.

Tale iniziativa costituisce un tentativo serio per preparare la prossima generazione di esperti americani sul mondo cinese. Se ne deduce la necessità che hanno gli USA di comprendere il gigante economico che racchiude in se una cultura plurimillenaria ed una lingua estremamente difficile per gli occidentali. Seicento volte più cinesi studiano la lingua e la cultura americane rispetto agli americani che oggi sono impegnati ad apprendere il mandarino. Tale sbilanciamento potrebbe causare, se non si corre ai ripari,  un deficit di fiducia strategica tra i due paesi.   Si tratta di una sfida che gli USA si assumono a livello nazionale in modo da avere un bagaglio linguistico e culturale in risorse umane,  le quali incarneranno la sua diplomazia e la sua politica estera nel giro di pochi anni. E proprio per tale motivo il governo USA auspica anche un intervento di carattere filantropico del settore economico privato per raggiugere la cifra di sessantotto milioni di dollari che servirà a coprire l’iniziativa.




L’iranologo e linguista Gilbert Lazard

24 01 2011

Tra le grandi figure della linguistica contemporanea Gilbert Lazard occupa un posto preminente. Il suo cursus honorum accademico è tipicamente da Alti Studi francesi: dall’Ecole Normale Superieure alla onoreficenza di Officier de la Légion d’honneur. Nel 1957 pubblicò la sua Grammaire du persan contemporain e nel 1994 la sua opera L’actance, che fu tradotta in inglese nel 1998.

L’ opera di questo astro della linguistica ( che  si compone di 22 volumi di cui 12 traduzioni, 124 articoli di studi iranici, 5 volumi e 84 articoli di linguistica generale) si ricollega all’eredità di Ferdinand de Saussure e di Emile Benveniste e si situa in una prospettiva aperta allo studio di tutte le lingue umane: studio comparato, tipologico o strutturalista. Gilbert Lazard, oggi ottantenne, ha indicato  segnatamente  un metodo operativo, avanzando ipotesi sia sul funzionamento delle lingue che sui meccanismi della disciplina linguistica e del suo status epistemologico.

Le principali pubblicazionidi Lazard sono:

1957. Grammaire du persan contemporain. – 1963. La langue des plus anciens monuments de la prose persane (thèse principale). – 1964. Les premiers poètes persans (IXe-Xe siècles) (thèse complémentaire). – 1964. Anthologie de la poésie persane (XIe-XXe siècles) (textes traduits en collaboration avec Z. Safâ, H. Massé et R. Lescot). – 1971. “Pahlavi, pârsi, dari : les langues de l’Iran d’après Ibn al-Muqaffa” (in Iran and Islam, in memory of the late V. Minorsky). – 1975. “The rise of the New Persian language” (in Cambridge History of Iran). – 1979. Ferdowsi. Le Livre des Rois (traduction de J. Mohl revisée). – 1980. Nouvelles persanes : L’Iran d’aujourd’hui évoqué par ses écrivains (choix de textes, traduction et présentation). – 1985. “La métrique de la poésie parthe (in Papers in honor of Professor Mary Boyce). – 1988. S. Hedayat, Trois gouttes de sang (traduction). – 1990. Dictionnaire persan-français. – 1991. “Predicates in Tahitian” (en collaboration avec L. Peltzer, in Oceanic Linguistics). – 1994. L’actance. – 1995. La formation de la langue persane. – 1996. Sadegh Hadayat. Hâdji Aghâ (traduction). – 1997. Omar Khayyâm. Cent un quatrains (traduction et présentation). – 2000. Structure de la langue tahitienne (en collaboration avec L. Pertzer). – 2000. Questions de linguistique générale. – 2001. Études de linguistique. Typologie grammaticale (recueil d’articles). – 2002. Omar khayyam, 101 quatrains de libre pensée
- Études irano-aryennes offertes à Gilbert Lazard, Studia iranica, cahier n° 7, Paris, 1989.




La poesia “Fratelli” di Ungaretti in traduzione finlandese

20 01 2011

Giuseppe Ungaretti
Fratelli

Di che reggimento siete
fratelli?

Parola tremante
nella notte

Foglia appena nata

Nell’aria spasimante
involontaria rivolta
dell’uomo presente alla sua
fragilità

Fratelli

Käännös (Carlo MARINO)

Mihin rykmenttiin kuulutte,

Veljet?

Yössä

Värisevä sana

Vasta syntynyt lehti

Heikkoutensa

Tuntevan ihmisen

Vastahakoinen kapina

Tuskantäydessä ilmassa

Veljet




Lingue amerindiane athapaska o athabaska

19 01 2011

Le lingue Athapaska o Athabaska sono particolarmente interessanti per i linguisti, segnatamente per la complessa morfologia delle forme verbali. Secondo la classificazione del Greenberg questa famiglia linguistica rappresenterebbe un ramo della più ampia famiglia delle lingue Na-Dene e si compone di ventitre lingue diffuse su un’area geografica che si estende dal territorio sub-artico dell’Alaska e del Canada occidentale per giungere alle pianure dell’Alberta meridionale.

Sulla classificazione delle lingue Athapaska si sono avvicendate diverse teorie a partire da quella del linguista Franz Boas del 1894. Nel 1915 il Sapir formulò l’ipotesi che le lingue athapaska, insieme al tlingit e allo haida, formassero una famiglia linguistica denominata Na-Dene. Il Sapir fondò la sua ipotesi su somiglianze strutturali, ponendo, in particolare, l’accento sui parallelismi grammaticali e sulle somiglianze dei sistemi fonologici.

Nel 1929 il Goddard fu il primo a mettere in discussione la teoria del Sapir sostenendo che non c’erano abbastanza prove per stabilire tale parentela genetica e, sul finire degli anni Settanta del Novecento,  il Pinnow utilizando nuovi dati resi disponibili dalla ricerca sul campo, si concentrò sulla ricostruzione delle etimologie haida.

Oggi si ritiene che le lingue athapaska facciano parte di un gruppo più ampio, denominatio Athapaska-Eyak, di cui lo Eyak, quasi estinto già negli anni Ottanta e parlato alla foce del Copper River, in Alaska meridionale, è l’unico rappresentante.




George Steiner ovvero penetrare nei “luoghi bui” del linguaggio

14 01 2011

Fin dagli anni Cinquanta del Novecento George Steiner,  personalità poliedrica di livello internazionale, ha pubblicato lavori che spaziavano dalla linguistica all’etica, dalla teoria della traduzione alla letteratura. Nato a Parigi da genitori mitteleuropei nel 1929, emigrò negli USA nel 1940. Per la sua Bildung e la sua storia intellettuale, per la profonda conoscenza di tre lingue, Steiner è stato un vero e proprio outsider negli studi letterari.  Il campo strettamente letterario non è mai stato il suo solo interesse e per questo è stato un audace incursore nella storia delle idee latu sensu, appassionandosi a qualsiasi attività della mente umana.

Secondo Steiner nel mondo moderno ” la parola è stata messa in un angolo; forme non verbali di discorso hanno la meglio in campi dove la scrittura aveva regnato sovrana”.  Tale presa di posizione si oppone fermamente all’offuscamento della letteratura e del linguaggio, alla disumanizzazione della parola. Una vera e propria profession de foi nel linguaggio, nella lettura-interpretazione delle grandi idee e dei miti dell’Occidente.

Va menzionata l’opera Language and Silence, Essays on Language, Literature and the Inhuman (1967). In quest’opera l’autore sostiene che la Grande Guerra e successivamente la Seconda Guerra mondiale hanno distrutto la tradizione occidentale del “humane literacy”: il linguaggio e la politica, il linguaggio ed il futuro della letteratura, le pressioni esercitate sul linguaggio dai totalitarismi. Tutto ciò sembra aver contribuito all’inesorabile,  malinconico pessimismo che fluttua in gran parte dell’Occidente.  Dal punto di vista linguistico Steiner si  è opposto alla ricerca della ”grammatica universale” di Chomsky ed ai seguaci di Wittgenstein sostenendo che le differenze tra i linguaggi sono più importanti delle somiglianze.  

 http://www.youtube.com/watch?v=jfvXhytyHVg




Meaning in Language di Alan Cruse

12 01 2011

E’ appena stata pubblicata nella collana Oxford Textbooks in Linguistics la terza edizione del volume di Alan Cruse dal titolo ” Meaning in Language – An Introduction to Semantics and Pragmatics”.  Si tratta di un testo che già nelle precedenti edizioni ha goduto del favore della stampa specializzata, infatti è essenzialmente  un manuale introduttivo alla teoria del significato (theory of meaning).

Il volume si occupa del significato non soltanto dal punto di vista semantico, ma anche dal punto di vista della pragmatica, disciplina che si occupa della lingua come azione. Il libro spazia con dovizia di particolari sulla teoria del significato ed è ricco di esempi.  E’ un’opera molto leggibile, scritta con stile ed arguzia e non è vincolata ad una teoria in particolare, ma si pone come obiettivo di offrire al lettore spiegazioni di approcci  e prospettive teoriche, ponendo l’accento sulla chiarezza concettuale. Rispetto alle precedenti edizioni, la terza è stata arricchita di un capitolo concernente la semantica delle preposizioni ed di uno sulla semantica degli affissi derivativi.

L’autore è stato docente di Linguistica alla University of Manchester.




“Tori” ja “Turku” sanojen etymologia

11 01 2011

tori

Sama muinaisvenäläinen lähtökohta on sanoilla tori ja turku. Turku on lainattu idästä, tori on suomeen ruotsin kielen kautta torg.Tori [from *torgi, from Gmc. Cf. Est turg, Lap toarga, Swe torg] .Molemmat sanat ovat tarkoittaneet vanhassa kirjakielessä markkina-ja kauppapaikkaa.

Ortodoksista uskoa levisi Novgorodista Karjalaan, ja Novgorodin vaikutus kuvastunee Hämeen ja Tampereenkin risteissä. Ortodoksiset virikkeet saapuivat myös Aurajoen laaksoon.  Siellä kristinuskon näyttävät omaksuneen ensin rikkaat kauppiaat; heillä täytyi siis olla yhteyksiä Novgorodiin.

Turku kaupungin nimenä on ollut jo Keskiajalla. Kaupungin vanhin keskus oli maanteiden yhtymäkohta, tori eli turku.

Tähän viittaa myös Aurajoen suuhun perustettu “turku”. Sana tulee muinaisvenäjästä ja tarkoitti alun perin toria, markkinapaikkaa.
Idän vaikutteet kuvastuvat vain Aurajoen laaksossa, eivät muualla Varsinais-Suomessa tai Ala-Satakunnassa.
Nimi Turku juontunee muinaisvenäjän kauppapaikkaa merkinneestä sanasta turgu. 
 Samasta vanhasta indoeurooppalaisestasanakannasta ovat peräisin myös Saksan kaupunginnimi Torgau ja Italian kaupunginnimi Trieste (Terg).

  

 




Interferenza linguistica e bilinguismo

5 01 2011

Gran parte della popolazione mondiale utilizza quotidianamente più di una lingua e la padronanza di più di un codice linguistico ha da sempre affascinato gli studiosi. Oggi sempre più si occupano del bilinguismo linguisti, psicologi, sociologi, neurolinguisti, pedagoghi. Nel 1992 il Grosjean sostenne che le persone bilingui non possono essere considerate alla stregua di “due parlanti monolingua in uno” e che i ricercatori non devono studiare allo stesso modo bilingui e monolingui.

Attualmente l’opinione prevalente nel campo degli studi sul bilinguismo è che fin dall’inizio del processo di acquisizione della lingua i sistemi linguistici del bambino bilingue si sviluppano in maniera indipendente l’uno dall’altro (Meisel -1989; Genesee, Nicoladis, Paradis – 1995; Paradis & Genesee – 1996).

Le ricerche sull’interferenza linguistica di Hulk & Müller (2000) indicano che l’influenza esercitata da una lingua sull’altra non è soltanto un semplice mix linguistico, ma costituisce una maniera naturale per far fronte ad un input complesso che coinvolge diversi aspetti del linguaggio contemporaneamente.

Il Platzak nel 2001 ha, tra l’altro, messo in luce che particolarmente vulnerabile alle interferenze , nel bilinguismo, risulta essere la periferia sinistra della frase, cioè la prima parte della frase.