Music, Language, and the Brain

21 02 2011

Il primo volume di carattere scientifico sulle relazioni musica-linguaggio dal punto di vista delle neuroscienze cognitive è stato pubblicato da Aniruddh D. Patel per i tipi della Oxford University Press. Secondo Patel musica e linguaggio non sono processi cognitivi che si evolvono in maniera indipendente. Fin dall’epoca di Platone la relazione tra musica e linguaggio è stata al centro del dibattito di numerosi pensatori. Le più recenti ricerche scientifiche sull’argomento si sono spinte ad utilizzare l’interfaccia musica-linguaggio per esplorare le diverse abilità mentali con meccanismi cerebrali separati. I meccanismi neurali e cognitivi sottesi a queste uniche abilità umane si sono rivelati fondamentali per le ricerche di linguistica, scienze cognitive, neuroscienze e musicologia. Il volume di Patel “Music, Language, and the Brain” offre una grande quantità di informazioni, ben organizzate ed arricchite da ottime illustrazioni. Il volume prende in considerazione lo stato dell’arte nel campo della ricerca sul linguaggio e sulla musica, mostrandone le interconnessioni e le differenze. Il Patel ha fatto un grande sforzo per attraversare con facilità le frontiere della linguistica, della musica e delle neuroscienze a tutto vantaggio del lettore. Leggere questo volume del Patel si rivela un’esperienza affascinante tra psicologia della musica e fonologia: il tutto scritto in uno stile logico e leggibile.




Lingue e scritture: un rapporto forte ma non vincolante

2 02 2011

L’essere umano utilizza un linguaggio articolato da circa centomila anni, mentre scrive ciò che dice soltanto da poco più di cinquemila anni. La scrittura è stata un’invenzione “tecnologica” molto speciale alla quale si è legato quasi immediatamente un nuovo potere, quello di trascendere lo spazio ed il tempo, di vedere la parola detta, di scrivere la propria storia. I miti di tutto il mondo ci trasmettono l’arte della scrittura come carica di energia divina. La scrittura tenta di afferrare la parola annotando le diverse unità di suono che la costituiscono. Poi, nella cura di trascrivere le inflessioni, le intonazioni e la musicalità della voce, la scrittura si è arricchita di segni diacritici, talvolta muti come quelli della punteggiatura che danno al testo un suo respiro, una sua interpretazione emozionale e melodica, che ne colorano il senso.

Non sempre una scrittura deve essere associata ad una lingua, anche se spesso il nome di una lingua può designare anche la forma di scrittura. Numerose sono le lingue che hanno adottato sistemi di scrittura preesistenti: i giapponesi, per esempio, hanno adattato per la loro lingua la scrittura cinese.

L’alfabeto arabo serve per scrivere la lingua araba, ma anche il persiano, l’urdu ed altre lingue; i caratteri ebraici sono stati usati anche per scrivere l’arabo, il berbero, lo spagnolo, l’italiano, il tedesco. Le lingue turche durante il periodo che trascorsero nell’Altai, nell’VIII secolo, adottarono una scrittura runiforme; nei secoli IX e X, in occidente, con l’islamizzazione, il turco adottò l’alfabeto arabo, le lingue turche orientali adottarono l’alfabeto sogdiano. In Asia centrale le lingue della famiglia turca furono scritte in cirillico. Per finire, nel 1928, i turchi di Turchia adattarono alla loro lingua l’alfabeto latino.




Il WALS un utile strumento linguistico on line

1 02 2011

Il WALS , acronimo di World Atlas of Languige Structures, fu pubblicato nel 2005 come volume accompagnato da un CD-ROM, dalla prestigiosa Oxford University Press. Oggi, questo inestimabile strumento per gli studi linguistici, è reso disponibile on line al sito www.wals.info

Per andare nello specifico va detto che si tratta di un vasto data base concernente le proprietà strutturali delle lingue umane (fonologiche, grammaticali, lessicali ecc.) ed è stato compilato da un gruppo composto da circa 40 specialisti.

Centoquarantuno carte geografiche accompagnano i testi concernenti le differenti tematiche (vocali, ordine nominativo-genitivo, costruzioni del passivo ecc.).

Ciascuna carta mostra dalle centoventi alle milletrecentosettanta lingue. Nell’insieme sono rappresentate nel WALS 2650 lingue.

Il progetto WALS Online è stato sostenuto dal Max Planck Institutefor Evolutionary Anthropology e dalla Max Planck Digital Library.