Una delle ultime lingue viventi “scoperte”: la lingua Koro

26 08 2011

Una delle ultime lingue “incognitae” del nostro pianeta è stata scoperta nel 2008, da linguisti della National Geographic, in un remoto angolo dell’India nord-orientale: si tratta della lingua Koro, parlata oggi da un migliaio di persone circa.

Tale lingua nascosta è stata disvelata da ricercatori che si stavano occupando di un dialetto della cultura Aka, una comunità tribale stanziata alle falde della catena himalayana.  In questo caso di “scoperta” di una lingua ancora viva va rimarcato che persino i parlanti della lingua koro non si rendevano conto, all’interno della comunità Aka, di utilizzare una lingua diversa per struttura linguistica e vocabolario.

Dal punto di vista culturale i parlanti della lingua Koro fanno parte integrante della comunità Aka dello Stato indiano di Arunchal Pradesh e la regione dove vivono gli Aka non è facilmente accessibile senza particolari permessi.

Tale regione del Nord-est dell’India si è rivelata, tra l’altro, un punto focale dove si concentra una forte diversità linguistica. I linguisti hanno catalogato la lingua Koro nella famiglia delle lingue tibeto-birmane,  gruppo di circa quattrocento lingue tra cui, appunto, il tibetano ed il birmano.

E’ interessante che mentre la lingua Koro differisce dalla lingua aka, essa si avvicina alla lingua Tani, parlata molto più ad oriente.

 




World Englishes: un prezioso studio sull’inglese come lingua franca

19 08 2011

 

La Oxford Univesity Press ha pubblicato nel corrente mese di agosto 2011 la seconda edizione del “World Englishes” un testo irrinunciabile per chiunque voglia approfondire i mutamenti cui è sottoposta una lingua di uso globale quale l’inglese. Gli autori sono Gunnel Melchers, Professoressa Emerita presso il Dipartimento di Inglese dell’Università di Stoccolma e Philip Shaw, Professore nello stesso Dipartimento.

Il testo si presenta come un’introduzione ai principi del mutamento in campo linguistico offrendo, nel contempo, un excursus storico sulle origini dell’inglese (incluso lo scozzese), una panoramica della sua diffusione, della sua  trasformazione quando utilizzato come seconda lingua, nonché delle tendenze che si profilano nel prossimo futuro.

Il volume si sofferma, in modo ampio e circostanziato, anche sulla comunicazione mediata da internet, sul linguaggio di Facebook e su quello delle chat-room. Interessante anche la descrizione del China English, l’inglese che si sta formando in Cina e dell’inglese lingua franca della comunicazione, sia nel mondo virtuale che in Europa, come Euro-English. 

L’indice del volume di 256 pagine è il seguente:

Preface Acknowledgements 1. The Roots of English 2. The Spread of English 3. Variation in English 3.1 Linguistic diversity and diffusion 3.2 Types of variation in form 3.3 Variation in historical origin and evolution 3.4 Dimensions of classification 4. The Inner Circle 4.1 England 4.2 Wales/Cymru 4.3 Scotland 4.4 Ireland 4.5 The USA 4.6 Canada 4.7 Australia 4.8 New Zealand/Aotearoa 4.9 South Africa 4.10 Liberia 4.11 The Caribbean 4.12 Some ‘lesser-known’ minor varieties of English 5. The Outer Circle 5.1 Social and political issues surrounding the use of English in the Outer Circle 5.2 Some common features of the ‘New Englishes’ 5.3 South Asia: India, Pakistan, Bangladesh, Sri Lanka, etc 5.4 Africa 5.5 South-East Asia 5.6 Other regions 6. The Expanding Circle 6.1 The rise of English in the expanding circle 6.2 Domains for English 6.3 English in lingua franca situations 6.4 The possibility of expanding-circle Englishes and two examples 6.5 How English might be affecting other languages 6.6 Implications for the choice of school varieties 7. Beyond the Circles 7.1 Cross-currents in attitudes to English in the world 7.2 What is next? Glossary of linguistic terms References Index




Wittgenstein: filosofia e linguaggio “ordinario”

16 08 2011

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La lingua della scrittura Lineare A: lo stato dell’arte nella decifrazione di un mistero

5 08 2011

Uno degli enigmi nel campo della decifrazione delle scritture antiche è rappresentato dalla scrittura LINEARE A. Fino ad oggi gli studiosi non sono riusciti a collegare tale tipo di scrittura a nessuna famiglia linguistica nota, nonostante la lingua che si nasconde dietro la Lineare A fosse parlata nell’isola di Creta, dove iscrizioni sono state ritrovate anche su vasellame in ventiquattro siti, nonché a Citera, Milos, Kea, Thera, Mileto (costa occidentale della Turchia).

Per tentare la decifrazione di tale scrittura sono state utilizzate lingue appartenenti essenzialmente a due famiglie linguistiche: quella indo-europea (la lingua luvia, lingua anatolica parlata a sud-est della capitale dell’impero hittita, Attusha, di cui si hanno attestazioni a partire dal II millennio a.C.) e quella semitica.

Se la lingua della Lineare A non appartenesse a nessuna delle famiglie linguistiche summenzionate e fosse, invece,  quella di un’isola linguistica come è oggi, per esempio, il basco, le probabilità di decifrazione sarebbero ridotte a zero. E’ interessante che la Lineare A contenga numerosi prefissi e suffissi il che fa supporre che possa essere una lingua agglutinante.

Per informazioni sullo stato dell’arte della decifrazione è di grande utilità il sito:

http://www.people.ku.edu/~jyounger/LinearA/