Scialla ! Punto di vista della Crusca

23 06 2014

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The Last Lingua Franca – English until the Return to Babel a book by Nicholas Ostler

20 06 2014

From Wikipedia : “Nicholas Ostler (born 20 May 1952) is a British scholar and author. Ostler studied at Balliol College, Oxford, where he received degrees in Greek, Latin, philosophy, and economics. He later studied under Noam Chomsky at the Massachusetts Institute of Technology, where he earned his Ph.D. in linguistics and Sanskrit“.

The Last Lingua Franca: English until the Return to Babel. Penguin in the UK, and Bloomsbury/Walker Books in the USA. London and New York, 2010 is the book by Ostler which predicts an uncertain future for English. 

“By and large, lingua-francas are the languages of wider communication, such as enable vast empires to have a common administration, and also allow international contacts. (…)” The use of English as a widespread lingua franca began in India (actually, as it happened, replacing Persian), but was aided elsewhere by the schools which tended to accompany religious missions in new British colonies. Later (in the 20th century) it had become unchallenged as the common language of science, of international relations and business.

To understand why a dominant language falls, Ostler suggests, that we must look to the factors such as conquest, commerce and conversion. Conquered peoples learn the languages of the conquerors, traders use the language that give easily access to markets and converts want to use the languages of their new religion. Nicholas Ostler predicts the return of Babel and the dominant position of English as the major medium of globalization will not be maintained for ever. Ostler is thought-provoking and informative.




“Big data” e traduzione automatica

17 06 2014

L’espressione “Big Data” nel nostro universo digitalizzato sta assumendo sempre più una connotazione rilevante. Se uno Zettabyte è la settima potenza di 1000, nel 2012 l’universo della rete raggiungerà i 40 zettabytes di dati, una cifra pari a 57 volte il numero di tutti i granelli di sabbia delle spiagge del pianeta Terra.

Nel 2013 è stato coniato anche il termine “Big Language” per denotare le molte lingue presenti nella Rete che già consentono alle socetà, operative nel mondo virtuale, anche la traduzione automatica delle email. Dalla prospettiva di un linguista gli enormi archivi digitalizzati di testo e di parlato presenti in internet, insieme alle tecniche di analisi e di linguistica computazionale quasi gratuite, sono l’equivalente delle invenzioni del telescopio e del microscopio nel XVII secolo.

Con la diffusione capillare di internet, quindi, è andata facendosi strada anche la traduzione automatica (MT in inglese: Machine Translation). La traduzione eseguita dalla macchina è sicuramente un’operazione difficile e, per decenni, vi si sono impegnate le menti più brillanti. Oggi, poiché le macchine lavorano sui “big data” esse, nel tradurre,  effettuano operazioni di tipo statistico. Infatti, inserendo un numero molto elevato di testi di alta qualità di tipo umano in un modello  per la traduzione automatica, sia nella lingua di partenza che nella lingua di arrivo, tale modello è in grado di apprendere la somiglianza tra “X” nella lingua A  tradotto come “Y” nella lingua B.

Più dati saranno introdotti, migliore sarà il modello per la traduzione automatica di tipo statistico. Attualmente la traduzione automatica si presenta buona quando si tratta di singole parole, in quanto la macchina si comporta come un dizionario.  Si può dire buona anche per le frasi più comuni, data l’esistenza di segmenti tradotti più e più volte e che possono essere facilmente resi nella lingua di arrivo e la traduzione effettuata dal computer non è male neppure quando si tratta di frasi con una struttura abbastanza chiara, anche se già a tale livello si possono notare delle stranezze. Per quanto riguarda la traduzione automatica di interi testi, però, spesso ci si trova di fronte a materiale sovente sconclusionato. Se si tratta di un linguaggio tecnico settoriale come quello giuridico dell’Unione Europea, la macchina può essere messa in condizione di scegliere le traduzioni migliori per parole dal significato molteplice ed è per questo che in ambito UE la traduzione automatica, con un rango ristretto di burocratese, è molto più semplice ed utilizzata. Ma tutto ciò andrà migliorando con computer più veloci e software migliori. Ad oggi le macchine ancora trovano facili le cose che per gli umani sono difficili ( enormi problemi e calcoli matematici) e difficili le cose che per gli umani sono facili (linguaggio, movimento).




A proposito di “gossip”

12 06 2014

Il sostantivo inglese “gossip”, usato in italiano al maschile, dalla Enciclopedia Treccani on line è definito come “ Pettegolezzo, chiacchiera indiscreta o mondana, specialmente nel gergo giornalistico”.  Questa parola, entrata prepotentemente nella lingua italiana, sta ad indicare la stampa scandalistica, quella che tradizionalmente era chiamata cronaca rosa, genere antichissimo diffusosi oggi attraverso  internet. Proliferano, infatti, i blog dedicati alle vicende dei personaggi famosi e alcuni siti di gossip sono considerati una fonte attendibile di anticipazioni di notizie che non passano subito attraverso altri canali informativi.

L’etimologia della parola gossip si fa risalire all’Old English “godsibb” : padrino.  L’elemento “sib” significa “parente, congiunto, relazione di sangue” ed è rimasto in inglese moderno con la parola “sibling” : fratello o sorella ovvero ognuno dei figli di una coppia di medesimi genitori. La parola in questione sopravvive nel dialetto scozzese come nel proverbio “All Stuarts are not sib“.

Col tempo la parola gossip si è estesa a qualunque amico, uomo o donna, ma in particolare alle donne presenti per assistere le partorienti. Per estensione la parola è passata a definire il chiacchierare nell’attesa di un evento e il diffondere notizie, pettegolezzi. Quindi gossip è passato dalla sala parto ad internet.