Linguaggio giuridico e false memorie

15 04 2016

E’ ormai appurato che la specie umana conosce attraverso il linguaggio e che l’attività motoria del corpo stimola la facoltà cognitiva che si traduce appunto nel linguaggio. La natura della specie umana è insita nella conoscenza dei simboli del linguaggio e la parte pragmatica di tale attività è rappresentata dall’uso del linguaggio.
Il linguaggio giuridico, per esempio, basandosi sulla lingua comune, investe la sfera cognitiva mutuando i suoi termini tecnici anche da altri settori specialistici. Nell’ambito neurobiologico la working memory consente all’essere umano di tenere a mente le informazioni il tempo necessario per utilizzarle. Maggiore è il carico e la complessità del contenuto, maggiore è il coinvolgimento della working memory.
E’ importante che la lingua del diritto non contenga ambiguità. Far entrare nel lessico o nei comportamenti fatti non contemplati dal diritto porta alla creazione di false memorie. Infatti, la lingua giuridica non è affatto neutra. In tale campo, l’uso parsimonioso delle metafore aiuta a disambiguare. Un esempio di creazione di falsa memoria è quello di chiamare Governatore il presidente di Regione in Italia. Lo status di Governatore porta alla mente il Governatore di uno degli Stati degli USA e crea l’illusione di uno Stato Federale. Cosa che l’Italia non è. Un wishful thinking. O meglio un “trucco” linguistico.