Linguaggio giuridico e false memorie

15 04 2016

E’ ormai appurato che la specie umana conosce attraverso il linguaggio e che l’attività motoria del corpo stimola la facoltà cognitiva che si traduce appunto nel linguaggio. La natura della specie umana è insita nella conoscenza dei simboli del linguaggio e la parte pragmatica di tale attività è rappresentata dall’uso del linguaggio.
Il linguaggio giuridico, per esempio, basandosi sulla lingua comune, investe la sfera cognitiva mutuando i suoi termini tecnici anche da altri settori specialistici. Nell’ambito neurobiologico la working memory consente all’essere umano di tenere a mente le informazioni il tempo necessario per utilizzarle. Maggiore è il carico e la complessità del contenuto, maggiore è il coinvolgimento della working memory.
E’ importante che la lingua del diritto non contenga ambiguità. Far entrare nel lessico o nei comportamenti fatti non contemplati dal diritto porta alla creazione di false memorie. Infatti, la lingua giuridica non è affatto neutra. In tale campo, l’uso parsimonioso delle metafore aiuta a disambiguare. Un esempio di creazione di falsa memoria è quello di chiamare Governatore il presidente di Regione in Italia. Lo status di Governatore porta alla mente il Governatore di uno degli Stati degli USA e crea l’illusione di uno Stato Federale. Cosa che l’Italia non è. Un wishful thinking. O meglio un “trucco” linguistico.




All’origine della parola inglese Twerk

31 03 2016

Alcuni anni fa la parola inglese twerk ha avuto uno straordinario successo soprattutto in riferimento ad un ballo che implicava movimenti di spinta del “fondoschiena” e dei fianchi. Indizi dell’origine di tale danza andavano ricercati nella scena della “bounce music” di New Orleans degli anni Novanta. In particolare in una canzone ‘Jubilee All’ di DJ Jubilee che andava ripetendo il ritornello “Shake baby, shake baby, shake, shake, shake… Twerk baby, twerk baby, twerk, twerk, twerk.”
Lo Oxford English Dictionary, però, ha riferito che l’uso di twerk risale a circa 170 anni fa sostenendo che nel 1820 il senso della parola era “a twisting or jerking movement”.
I ricercatori dello Oxford English Dictionary ne hanno rinvenuto l’uso in una lettera dell’autrice di Frankenstein, Mary Shelley:
“Really the Germans do allow themselves such twists & twirks of the pen, that it would puzzle any one. “(1820 Charles Clairmont, Letter, 26 Feb.) .
Il sostantivo ha assunto, intorno al 1928, anche un’accezione negativa per denotare“an ineffectual or worthless person; a fool, a “jerk”’ .

https://www.youtube.com/watch?v=oSCz5RP2gfY




Basso tedesco e alto tedesco

15 03 2016

Di solito si suddividono le parlate germaniche in due gruppi: a settentrione, il basso tedesco(ted. Plattdeutsch o Niederdeutsch), e a sud l’alto tedesco (hochdeutsch) delle regioni più alte e montuose centro-meridionali.Negli antichi documenti il tedesco era designato col termine thiudisk/ diutisk che indicava propriamente la lingua “popolare, volgare” in contrapposizione al latino. La più antica lingua letteraria basata sul basso tedesco è il sassone antico (Heliand). La linea immaginaria che separa le due zone linguistiche si trova in un luogo intermedio dal tratteggio incerto che sta a dimostrare che tale separazione è soltanto teorica.
Si può constatare che tale linea separa le forme Dorp e Dorf “villaggio” e si trova molto più a settentrione di quella che separa le forme Appel e Apfel “mela”. La principale caratteristica che distingue i dialetti alto tedesco da quelli basso tedesco è la seconda rotazione consonantica che ha trasformato le occlusive sorde p t k del basso tedesco in affricate sorde (pf, z, kh) o in fricative sorde (ff, ss, hh) e le occlusive sonore b d g del basso tedesco in occlusive sorde (p t k); questo fenomeno è più intenso nel tedesco superiore che nel tedesco medio o centrale.




How relevant is to linguistics to computational linguistics? An intersting article by Mark Johnson

15 12 2015

It’s reasonable to expect that better scientific theories of how humans understand language will help us build better computational systems that do the same. We should remember that our machines can do things that no human can and so our engineering solutions may differ considerably from the algorithms and procedures used by humans.
It’s reasonable also to hope that the interdisciplinary work involving statistics, computational models, psycholinguistics, language acquisition and linguistic theory will produce new insights into how language is acquired and used.
Linguists working in phonology and morphology find it easier to understand and accept probabilistic models in large part because of Smolensky’s work on Optimality Theory (Smolensky and Legendre, 2005). Smolensky found a way of introducing optimisation into linguistic theory in a way that linguists could understand, and this serves as a very important bridge for them to understanding probabilistic models. There is a very close mathematical connection between Smolensky’s “Harmony Theory” and Abney’s probabilistic models, with Optimality-theory “constraints” corresponding to statistical “features” (Goldwater and Johnson, 2003).
In the article by Mark Johnson linked in this blog the author discusses in a very interesting way the relationship between computational linguistics, its scientific side and its engineering applications.

http://journals.linguisticsociety.org/elanguage/lilt/article/view/2583.html




Le navi dei vichinghi non si chiamavano Drakkar

30 11 2015

Quante volte si è sentito dire che i vichinghi navigavano sui “drakkar”. Le navi di questo popolo scandinavo, che cominciò a terrorizzare l’Europa dall’8 giugno 793 (Sacco del Santuario di Lindisfarne in Scozia) in poi, avevano nomi diversi come knörr, karfi, langskip o kaupskip ma mai drakkar.
Spesso la prua di queste velocissime navi, che possiamo oggi ammirare nel Museo di Oslo, raffiguravano una testa di drago- nell’antica lingua scandinava di diceva dreki al singolare e drekar al plurale. Ma non drakkar o drakar.




La traduzione letteraria chiave di volta dell’indipendenza finlandese

26 11 2015

La Finlandia ha formato la propria identità nello spazio tra due grandi culture. L’influenza linguistica e culturale di tali culture, la svedese e la russa, hanno creato una società nella quale il multilinguismo e la traduzione hanno avuto un ruolo importante. Dal tredicesimo secolo in poi la cultura dominante in Finlandia è stata quella svedese; per cinque secoli la Finlandia fece parte del Regno di Svezia condividendone la storia militare e culturale. Tale periodo storico finì all’inizio del diciannovesimo secolo, quando la Finlandia fu ceduta alla Russia nel 1809 divenendo un Gran Ducato nell’ambito dell’Impero zarista. Nel 1917 la Finlandia dichiarò la propria indipendenza.
Oggi la Finlandia, con una minoranza di lingua svedese, ha adottato il bilinguismo in tutti gli atti ufficiali. I legami culturali secolari con la Svezia hanno reso senza problemi l’attività di traduzione tra finlandese e svedese. Il mantenimento di una posizione, da un punto di vista storico, di ponte tra oriente e occidente fu per la Finlandia un fattore dovuto soprattutto all’isolamento linguistico dell’idioma parlato dalla maggioranza, il finlandese, una lingua non indoeuropea, appartenente alla famiglia linguistica Finno-ugrica.
La storia della traduzione in Finlandia può essere fatta cominciare con la traduzione in finlandese del Nuovo Testamento nel 1548, da parte di Mikael Agricola (1510-57), riformatore luterano e creatore del finlandese letterario. La traduzione dell’intera Bibbia in finlandese comparve nel 1642 e fu eseguita da una commissione di traduttori sotto la supervisione di Eskil Petraeus. La traduzione giuridica cominciò, invece, nel 1580 con un testo redatto da un funzionario di un tribunale svedese e che fu eseguita da Jaakko Pietarinpoika. La prima versione di un testo di legge in finlandese apparve nel 1759 e fu eseguita da Samuel Forseen, traduttore ufficiale dell’amministrazione di Stoccolma. Il primo posto ufficiale di traduttore in finlandese fu istituito dal governo svedese nel 1735. Verso la metà del diciannovesimo secolo , Elias Lönnrot (1802/84) uno dei padri del movimento nazionalista, compilatore del Poema nazionale Kalevala, prese a tradurre in finlandese anche parti di Omero, poesie, inni, storia e testi medici e scientifici creando anche nuove parole finlandesi. Nel 1863 il finlandese diventò, insieme allo svedese, la lingua ufficiale di Finlandia. La caratteristica di portata rilevante in questo periodo fu la nascita della traduzione letteraria. Un impulso importantissimo alla traduzione letteraria fu dato da Johan Vilhelm Snellman (1806-81), filosofo e fautore del movimento nazionalista. Attraverso la sua rivista furono date alle stampe traduzioni di classici di altre culture per ragioni artistiche, educative e patriottiche. Dopo l’indipendenza del 1917 la traduzione letteraria si estese anche a testi di culture lontane come per esempio il Don Chisciotte di Cervantes che fu tradotto nel 1927-28 da Juho August Hollo (1885-1967). La letteratura latino-americana fu tradotta negli annbi Sessanta ed il poeta Pentti Saaritsa fu uno dei maggiori traduttori dallo spagnolo traducendo, tra l’altro, le opere di Pablo Neruda.
Sul finire del ventesimo secolo le traduzioni costituivano in Finlandia un buon 20% di tutti i titoli pubblicati.




A new dictionary of Old French

11 11 2015


With 56,212 entries, the dictionary of the Old and Middle French, published by Les Belles Lettres, under the direction of Michel Zink, is aimed at all those interested in the history of the language and literature of the Middle Ages. It aims to help readers to understand the French texts of the Middle Ages, from the Oaths of Strasbourg in 842 until the end of the fifteenth century by offering a fairly wide nomenclature of words, equipped with etymological indications and possibly geographical, reliable definitions, and properly controlled quotes.
Takeshi Matsumura, a professor at Tokyo National University, is one of the of the most important lexicographers in the world of French language. His works are authoritative. Many items from his dictionary bring new words or correct errors . For the first time, the author focuses on the regional origin and the literary genre of the examples chosen which are dealt with great intelligence and illuminate the meaning of words with great skill.




The Terminology Coordination Service of the European Parliament

3 11 2015

Every language unit of the European Parliament is in charge of the input of new terms and completion of missing languages, updates and validation of the entries . The Terminology Coordination Service coordinates these activities and provides translators and trainees with topic-related projects, help and support. Since 2011, the Terminology Coordination Service has launched an initiative for the creation of an Interinstitutional Terminology Portal. The Portal includes wikis in each language dedicated to terminology cooperation between the translators of all the institutions.
Terminology in the European Parliament has come a long way since the launch of the institution and keeps on evolving. The Terminology Coordination Service has increased its recognition and efficiency in accompanying translators in their daily tasks and wishes to further develop its activities and connections.




Come si chiama negli States la vigilia della festa di Halloween?

28 10 2015

La maggioranza degli statunitensi, pur avendo un termine per la vigilia della festa di Halloween, non è d’accordo su quale utilizzare in assoluto. Così è partito il Cambridge Online Survey of World Englishes ed il risultato finora è che mischief night e devil’s night sono i termini più utilizzati.




Quechua e Aymara: due famiglie linguistiche andine

27 10 2015

Attualmente le Ande ospitano due delle principali lingue superstiti delle Americhe, cioè l’aymara la lingua che fu parlata dalla grande civiltà di Tiwanaku la più parlata di tutte le lingue superstiti del Nuovo Mondo, ed il quechua, la lingua dell’Impero degli Incas.
Quechua e Aymara hanno una storia linguistica che le ha legate in maniera inestricabile.
In primo luogo, esistono parallelismi indiscussi tra queste due famiglie linguistiche: nel loro lessico, nel loro sistema fonetico e nel loro sistema grammaticale. E’ abbastanza evidente che aymara e quechua sono lingue che si sono influenzate reciprocamente nel corso dei secoli, se non dei millenni, attraverso contatti stretti e intensi tra i popoli che le parlavano. Ciò che rimane poco chiaro è il grande enigma della linguistica andina: se tali parallelismi tra aymara e quechua siano da attribuire alle due famiglie linguistiche in quanto derivanti dalla stessa origine o semplicemente per una ‘convergenza’ tra le due lingue .
Il Quechua non è un’ unica lingua , ma una famiglia di lingue strettamente correlate e molto simili. Ciò significa che, in passato, c’era una sola lingua che i linguisti hanno denominato proto-quechua.
L’Aymara dell’Altopiano e lo Jaqaru / Kawki, d’altra parte, discendono dalla medesima proto- lingua . Come esisteva una protolingua quechua , c’era quella che i linguisti hanno chiamato ‘proto-Aymara’.
Jaqaru e Kawki, sono le due forme dell’ Aymara centrale distinte dalla lingua parlata nel Altiplano, cioè dell’aymara meridionale. La maggior parte dei linguisti hanno normalmente utilizzato queste denominazioni per distinguere i parlanti all’interno della provincia di Yauyos:
• Jaqaru per riferirsi a ciò che viene detto nel villaggio di Tupe, ed i villaggi di Aiza e Colca vicine;
• Kawki per riferirsi a come la gente parla nel villaggio di Cachuy, e ora anche in Canchán, Caipán e Chavín.

Per saperne di più:

http://lingweb.eva.mpg.de/quechua/Eng/Sounds/Quechua/QuechuaOriginsAndDiversity.htm#HowLongAgoWasOriginalQuechuaSpoken