L’italiano sempre più amato all’estero

22 11 2016

La lingua italiana sembra andare sempre più di moda all’estero che in Italia dove è sempre più infarcita di anglicismi. Però, certo, chi si occupa di lirica non può pensare di non studiare italiano. Lo stesso dicasi anche per chi si occupa di arte o di letteratura italiana. Il fenomeno, come si direbbe sul web, sembra essere virale. E così il libro con cui l’Accademia della Crusca ha partecipato alla XVI Settimana della lingua italiana nel mondo, promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale è stato dedicato, in questo 2016, al rapporto fra l’italiano e la creatività: “ L’italiano e la creatività: marchi e costumi, moda e design ”, edito dall’Accademia della Crusca e da goWare, http://www.goware-apps.com/litaliano-e-la-creativita-marchi-e-costumi-moda-e-design-paolo-dachille-e-giuseppe-patota-a-cura-di. Il libro offre lo spaccato di quanto i marchi di moda, cucina, design siano debitori dall’italiano.
La lingua della moda per molti aspetti è l’inglese, ma ci sono ampi spazi legati al Made in Italy. In un campo più vasto alcune parole rappresentano l’Italia, come Vespa, Nutella, Bel Paese, Barilla, Fila, Chicco, Olivetti. Ma anche pasta, pizza e vino, che il volume dice sono ambasciatori di italianità nel mondo. La lingua italiana sembra essere la più amata dalla moda, dalla cucina, dalle auto, almeno nei marchi. Si tratta, poi, della quarta lingua più studiata al mondo dopo l’inglese, lo spagnolo e il cinese. E anche i libri italiani hanno sempre più un loro pubblico.
E non c’è niente di autarchico nella riscoperta dell’italiano. È solo una fonte di ricchezza. Anche perché sono gli altri che studiano la nostra lingua. Finlandesi o tedeschi che parlano un italiano splendido. Circa 400mila studenti in più hanno cominciato a studiare la nostra lingua nel biennio 2015-2016. E in questo ha avuto il suo peso la possibilità di studiare una lingua on line. Nel 2014-2015 erano quasi 2 milioni e 250 mila gli studenti stranieri di italiano, in crescita costante rispetto agli anni precedenti. L’italiano si studia soprattutto a scuola, ma non va sottovalutato il peso della Dante Alighieri http://www.ladante.it e di altre associazioni culturali.
In Europa lo studiano soprattutto i tedeschi e i francesi, mentre tra i paesi anglofoni spiccano Stati Uniti e Australia. In Cina è abbastanza gettonato, in Argentina resta la terza lingua più studiata dopo inglese e francese, l’Albania è un paese italofono dove certo la tv ha fatto la sua parte.
La tendenza è apparsa da qualche anno e va rafforzandosi. L’export dei diritti dei nostri libri continua a crescere come emerge dall’ultimo Rapporto sullo stato dell’editoria in Italia curato dall’Associazione Italiana Editori, l’Aie. Con un +11,7% nel numero dei titoli è cresciuta per il terzo anno consecutivo la vendita dei diritti all’estero. Si va internazionalizzando la produzione. Le eccellenze dell’editoria italiana sembrano andare benissimo: arte e architettura, design e auto-moto, romanzi, cucina, libri per bambini. Come emerge dal Rapporto: “Nel 2001 si vendevano all’estero diritti per 1.800 titoli, nel 2010 (anno pre-crisi) 4.217, nel 2015 si arriva a quasi 6mila titoli (5.914: sono più dell’8% della produzione nazionale)”.

Foto di Carlo Marino